Week-end a Venezia: tra arte e romanticismo

È vero è una meta gettonatissima e non ha bisogno di presentazione, ma la verità è che non si può non andare a Venezia almeno una volta nella vita.

Una città unica, ricca di arte e storia, con un’atmosfera magica che si può respirare solo tra le calli, che ti cattura, trasportandoti indietro nel tempo…

Venezia: cosa vedere

Se arrivate alla stazione di Venezia Santa Lucia lo spettacolo che vi troverete davanti sarà mozzafiato sin da subito. La laguna vi accoglierà e l’aspetto caratteristico di questa città, fatta di ponti e scalinate, sarà subito evidente.

Visitare Venezia in un week-end è impresa non facile, date le tante cose da vedere, ma possiamo proporvi un piccolo tour da fare in un fine settimana.

Piazza San Marco, Basilica e Campanile

Simbolo della città lagunare è sicuramente piazza San Marco con la Basilica, dedicata all’omonimo Santo ed il campanile.

Secondo la leggenda, la basilica fu costruita per accogliere le reliquie del Santo portate nella città da due mercanti da Alessandria d’Egitto, prendendo il posto della cappella dedicata a San Teodoro.

La facciata è uno spettacolo di marmi, mosaici e bassorilievi, datati XIII secolo. Tanti gli elementi di spoglio che provengono da Costantinopoli, odierna Istanbul, e che danno alla Basilica un aspetto orientaleggiante.

I Tetrarchi

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Sempre in piazza da notare questo gruppo scultoreo del III secolo che è ancora oggetto di dibattito nel tentativo di dare una corretta identificazione ai soggetti raffigurati.

Palazzo Ducale

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Conosciuto anche come Palazzo dogale, perché dimora del doge, è la più compiuta rappresentazione del gotico di Venezia, ma con palesi riferimenti all’arte bizantina ed orientale.

Edificato attorno all’812 è stato più volte ricostruito, anche perché distrutto da ben tre incendi. Anche qui un trionfo di marmi e colonne in facciata.

La prima tappa è il meraviglioso cortile formato da portici e logge nei piani superiori ed è databile seconda metà del Quattrocento.

Seguendo il percorso non si può non rimanere incantati mentre si sale la scala d’oro, con decorazioni in stucco e foglia d’oro.

Il susseguirsi di ambienti è un continuo di opere d’arte dei maggiori artisti veneziani, spicca sicuramente il Tintoretto.

 

Il ponte dei Sospiri

Visitando il Palazzo Ducale si può anche attraversare il famosissimo ponte dei sospiri, bello da vedere dall’esterno, ancor più suggestivo attraversarlo…

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Costruito agli inizi del Seicento per congiungere il Palazzo alle nuove prigioni, nelle decorazioni scultoree sono visibili accenni al Barocco.  Il nome deriva dal fatto che quel ponte fosse l’ultima possibilità di vedere l’esterno per i prigionieri che sospiravano essendo ben  consapevoli di ciò… un brivido lunga la schiena…

Il ponte di Rialto

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Uno dei quattro ponti che attraversa il canal grande e, forse, il più noto. Il ponte di rialto ha una lunga storia alle spalle. Era inizialmente un ponte di legno e soltanto nel Cinquecento si iniziò a pensare ad una struttura più salda, in pietra.

Furono presentati vari progetti da molti celebri artisti, ma a vincere il concorso bandito proprio per l’occasione fu Da Ponte. Una sola maestosa arcata per incorniciare la laguna e l’importantissimo mercato di Rialto.

Perdetevi pure tra i tipici vicoletti veneziani, scoprirete scorci suggestivi, come quello dietro il teatro La Fenice, e ponti romanticissimi e panoramici.

Inoltre prendetevi tempo per ammirare le vetrine con i capolavori in vetro di Murano.

Insomma tante le cose da vedere e da fare in questa città così particolare! In questo post volevamo però segnalarvi le tappe obbligate ed i simboli di Venezia da cui non si può proprio prescindere.

Quindi non preoccupatevi se avete solo qualche giorno…Prenotate e concedetevi qualche ora in questa città unica al mondo.

 

Stile impero: una tendenza sempre attuale

Lo stile Impero nasce nel periodo tra il Direttorio e Restaurazione, precisamente in Francia. La moda Impero mantenne le caratteristiche di quella del Direttorio, ma accentuò sempre più la derivazione dallo stile antico.

Essenziale fu l’intervento autoritario di Napoleone, che fece dell’imitazione dell’antichità classica la norma ufficiale. LeRoy, sarto dell’imperatrice Giuseppina Bonaparte, lanciò addirittura una nuova moda a corte, ispirata proprio all’abbigliamento degli antichi romani.

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Il cerimoniale napoleonico fissò linee, tessuti e colori non solo per l’abito di corte sia maschile che femminile, ma anche per l’abbigliamento in genere. Il punto vita era stretto da una cintura sotto il seno, la linea della gonna, sempre sciolta, divenne più diritta. L’orlo, che si prolungava spesso in un piccolo strascico, verso il 1810 si alzò fino alla caviglia. Nelle acconciature proseguì la moda dei capelli corti.

Il nuovo stile, prevedeva inizialmente la totale assenza di colori dagli abiti femminili, scelta che conferiva alle donne l’aspetto marmoreo tipico delle statue romane. Il capo per eccellenza era la tunica, dritta e lunga fino alle caviglie, realizzata con tessuti impalpabili e leggeri, segnata da una cintura o da una fusciacca cinta sotto il seno.

Le tuniche presentavano solitamente scollature quadrate che lasciavano scoperte le spalle, anche se nel corso degli anni furono realizzate varianti con profondi scolli a V e che prevedevano l’assenza di maniche lunghe, sostituite da piccole maniche a sbuffo.

A partire dal primo decennio dell’Ottocento i semplicissimi abiti stile impero cominciarono ad arricchirsi di pizzi e ricami pregiati, a colorarsi, per il giorno, di tonalità come il rosa e il celeste pastello,  mentre per la sera di porpora e oro, ed iniziarono a cambiare le linee: la semplice tunica spesso era corredata da lunghi strascichi che partivano dalla cintura posta sul punto vita o abbinata allo “spencer”, una giacca corta in vita, a maniche lunghe, di velluto per l’inverno, e di seta o lino per l’estate.

Accessori molto in voga erano i guanti, indossati soprattutto nelle cerimonie ufficiali.

Lo Stile impero è ritornato in voga negli anni Sessanta, grazie alle collezioni Givenchy e Balenciaga; negli anni Ottanta nelle creazioni di Romeo Gigli, e più recentemente nel 2005, nella meravigliosa collezione Haute Couture di Dior realizzata da John Galliano, e nel 2006 nella collezione uomo di Dolce & Gabbana, nella quale gli stilisti hanno riproposto giacche stile impero ispirate a quelle indossare indossate da Napoleone Bonaparte.

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Mentre Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina nella loro collezione autunno-inverno 2010 presentata ai Mercati di Traiano hanno mostrato un perfetto connubio di moda, arte e musica: sette abiti ispirati alla Roma antica, tutto rigorosamente rosso. In questa occasione i panneggi delle tuniche romane furono reinventate e diventarono moderne tute, le stoffe si allungarono negli orli per diventare mantelli e stole, lasciando le spalle scoperte o le schiene nude.

La nostra versione dello stile impero con questo grazioso vestito in cotone, con scollo a V, sia davanti che dietro, realizzato da Marta

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1 Luglio 2018: Domenica nei musei statali

Abruzzo

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