Riepilogo post Agosto

Nel mese delle vacanze per eccellenza vi abbiamo fatto innamorare di Lisbona, vi abbiamo incuriosito con le origini della festa di Ferragosto e vi abbiamo raccontato come amano viaggiare gli Italiani. Vi abbiamo fatto appassionare con la storia del nostro caro Fettuccino e vi abbiamo dato qualche informazione in più sul capo intramontabile: la t-shirt.

Se ve ne siete perso qualcuno ecco i link:

5 giorni a Lisbona: cosa vedere?

Una strana amicizia per Fettuccino -ultimo epijsodio

5 giorni a Lisbona: Cascais ed Estoril

Ferragosto: origini e tradizioni

T-Shirt: Storia di un capo intramontabile

5 Giorni a Lisbona: Cosa vedere? Parte Seconda

Italiani e Vacanze

Italiani e Vacanze

Le vacanze per molti Italiani stanno per terminare. Per varie motivazioni, a cominciare dal clima, il periodo estivo rimane quello preferito per andare in vacanza, ma se prima si parlava di circa 30 giorni di ferie, adesso la media si è decisamente abbassata, preferendo magari utilizzare i giorni restanti per concedersi una vacanza in un altro periodo dell’anno.

Ma come sono cambiate le abitudini degli italiani in vacanza?

La tradizione della vacanza inizia con il boom economico. L’acquisto di massa di nuove automobili e lo sviluppo della rete autostradale fanno si che la vacanza estiva prenda velocemente piede.

La riviera romagnola e la Versilia sono state le mete preferite per gli italiani tra gli anni ’60 e ’80. Molto gettonate anche le spiagge del Veneto e della Liguria, mentre al Sud il dominio era della Sicilia e della Calabria.

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Dalla metà degli anni ’80 si è registrato un notevole incremento dei viaggi all’estero: Spagna e Francia erano e sono ancora le mete preferite in Europa, mentre oltre continente trionfavano gli Stati Uniti, i Paesi del Maghreb e l’Egitto.

Dagli anni ’90 ad oggi, la tecnologia ha dato vita al fenomeno, sempre crescente, del turismo fai-da-te che, insieme alla nascita delle ormai numerose compagnie aeree low cost e la possibilità di prenotare online il proprio albergo/hotel/bed&breakfast, è diventato una prassi alla portata di tutti.

Così oltre alla tradizionali mete estive sono aumentati i viaggi verso le capitali europee, in generale per soggiorni più brevi da ripetere più volte all’anno.

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Gli anni 2000 hanno fatto scoprire a molti italiani il mare della costa balcanica, in particolare della Croazia, dopo la fine della guerra, mentre la paura di attentati terroristici ha visto una drastica riduzione dei soggiorni in mete come Egitto o  Nord Africa, a vantaggio dell’Europa e delle spiagge italiane.

Nel 2017 le destinazioni più amate in patria sono state Gallipoli, l’Isola d’Elba, Cattolica e Jesolo, mentre all’estero vanno fortissimo Grecia (Mykonos, Santorini e Creta) e Spagna, in particolare le Isole Baleari.

Fuori dall’Europa sono sempre di più gli italiani che scelgono il continente asiatico, con Bali (Indonesia) e Bangkok (Thailandia) a fare da capofila.

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Quest’anno il numero degli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una vacanza fuori èin leggero aumento. Moltissimi coloro che tra Giugno e Settembre si concederanno almeno un fine settimana.

Rispetto all’estate 2017 si registra un +0,5%., circa il 57,0% della popolazione  ha già fatto una vacanza nei mesi precedenti o la farà a Settembre.

Anche quest’anno in Italia il mare si conferma la meta preferita dagli italiani per le vacanze estive, scelto dal 67% dei viaggiatori. Seguono la montagna con il 9,5% delle preferenze, le località d’arte con il 7,3%.

Buono anche il risultato delle località termali (4,5%) e dei laghi (3,5%). Il 19,3% dei connazionali che si recheranno oltre confine visiteranno soprattutto le grandi capitali europee (49,5%) e le località marine ( circa 17,5%).

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E voi come avete passato o passerete le vostre vacanze?

Raccontatecelo!

5 Giorni a Lisbona: Cosa vedere? Parte Seconda

Dopo avervi illustrato il nostro itinerario di 5 giorni nella capitale portoghese vi stiamo raccontando più dettagliatamente la nostra esperienza, consigliandovi sui luoghi da visitare, rivelandovi qualche chicca e qualche curiosità su questa città che ci ha davvero sorpreso!

Oggi facciamo tappa a Belem, uno dei quartieri storici tra i più rinomati della città.

BELEM DA SCOPRIRE

Il quartiere di Belem è uno dei posti più ricchi di storia di Lisbona. A stretto contatto con il fiume Tago, è stato per lungo tempo meta di marinai e sede degli scambi commerciali con le colonie. Oggi è un accogliente quartiere pieno di arte, storia e locali.

Il monumento simbolo del quartiere però è sicuramente la torre.

LA TORRE DI BELEM

O meglio torre di Betlemme, è dedicata al patrono di Lisbona, San Vincenzo, e fu costruita a completamente dell’apparato di difesa sul fiume, ideato da re Giovanni II e completato da re Manuel I.  Risale alla prima metà del Cinquecento e fu affidata agli architetti Francisco De Arruda e Diogo De Boitaca.

Oggi patrimonio dell’UNESCO si presenta nella sua maestosità con un corpo centrale e quattro torri a contorno. Luminosa con il suo grigio chiarissimo. All’interno tutto è studiato in funzione dell’obiettivo: difendere la città.

Tra il ponte levatoio, passaggi stretti ed una vista bellissima trascorrerete sicuramente delle ore piacevoli, facendo un salto indietro nel tempo di molti secoli.

MONASTERO DOS JERONIMOS

Sempre a Belem sorge il monastero dos Jeronimos. Il committente è ancora una volta re Manuel I ed il primo architetto è proprio il Diogo De Boiteca della torre, a lui seguì Castillo.

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La struttura fu edificata per celebrare Vasco de Gama, che è seppellito proprio qui, e la scoperta dell’India, iniziato nel 1502 ci volle un secolo per terminarlo.

È sicuramente uno dei monumenti più rappresentativi della città e dell’arte portoghese di cui la più compiuta espressione è lo stile manuelino, un mix di tra gotico e maniera rinascimentale.

All’interno la chiesa, a tre navate, è un trionfo di vetrate gotiche e di coperture rinascimentali, come quella del transetto.

Un autentico mescolarsi di stili che dà vita a qualcosa di unico nel suo genere.

E questi sono solo dei meravigliosi esempi dei monumenti che raccontano la storia del Portogallo e che hanno sede nel quartiere di Belem. Un quartiere da visitare e vivere e dove trascorrere una giornata respirando storia e godendosi la piacevole brezza del Tago.

 

 

 

T-Shirt: Storia di un capo intramontabile

La magliettat-shirt o semplicemente tee, è un capo di abbigliamento di stoffa, senza bottoni e senza colletto. Può essere confezionata a maniche lunghe o a maniche corte, in tessuti naturali come il cotone, o in fibre sintetiche. Ci sono magliette a tinta unita oppure a fantasia o multi-colore.

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I primi esempi di indumenti simili ad una maglietta si diffusero a partire dal XVIII secolo, come indumenti intimi, e dal XIX secolo come capi da lavoro, vista la comodità e la mancanza del colletto, elemento distintivo di eleganza e dell’alta società.

I marinai dell’Ottocento ne indossavano una variante molto vicina al modello contemporaneo, caratterizzata dalle tipiche righe orizzontali.

Negli anni quaranta del Novecento poi, le Forze armate statunitensi adottarono la maglietta a girocollo come parte della divisa. L’uso della maglietta si diffuse  largamente in Europa proprio durante la seconda guerra mondiale.

La maglietta come indumento d’abbigliamento, però si consolidò negli anni cinquanta, anni in cui le tendenze e la moda americana aveva conquistato il mondo attraverso il cinema.

Attori celebri come James Dean o Marlon Brando indossavano sul grande schermo la tipica maglietta bianca a maniche corte sopra un paio di jeans, da quel momento la maglietta venne consacrato come capo very fashion e riconosciuto universalmente.

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In realtà la t-shirt era in uso già presso gli Etruschi e ha continuato a vestire nobiltà e popolo per secoli, ma sempre e solo come indumento intimo.

La t-shirt tradizionale è una maglietta a maniche corte, girocollo e dal taglio del busto dritto che le conferisce la classica sagoma a forma di “T”.

Le magliette indossate dai giovani americani ed europei tra gli anni Cinquanta e Sessanta erano rigorosamente bianche, ma già alla fine degli anni Settanta si fecero strada le magliette colorate, per cominciare per le divise di squadre di calcio o di football americano.

Ma solo negli anni Ottanta  la t-shirt s’impose come capo d’abbigliamento creativo e veicolo comunicativo con  fregi e scritte ornamentali. Il messaggio trasmesso attraverso le t-shirt assunse le forme e i significati più disparati, ironici (i primi smile comparvero infatti su delle magliette), pubblicitari, politici o geografici.

Insomma un capo tanto semplice quanto rivoluzionario!

Un indumento che ha cambiato le sorti della storia della moda con la sua vocazione unisex e informale, senza colletto e senza bottoni, a maniche corte o lunghe, e si declina in una variante infinita di modelli, più o meno costosi.

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Insomma un capo da personalizzare ed attraverso cui possiamo esprimere la nostra personalità o il nostro umore, versatile ed intramontabile.

 

 

 

Ferragosto: origini e tradizioni

Ogni anno è consuetudine festeggiare il 15 agosto, meglio noto come Ferragosto, ma perché e cosa si celebra?

Le origini della ricorrenza del Ferragosto sono molto antiche, derivano infatti dalle Consulalia , feste romane in onore del dio Conso , divinità del raccolto dei granai. Durante queste feste ci si scambiava regali, recitando la frase “Bonas ferias consulales”  che divenne “Bonas feria augustales”, quando il nostro mese di Agosto fu dedicato all’imperatore Augusto, insomma un augurio molto simile al nostro “Buon ferragosto”!

Cesare Augusto decise poi, nel 18 d. C. , di istituire ufficialmente la festa di Ferragosto , le feriae Augustii (feste di Augusto), per celebrare i raccolti e la fine dei lavori nei campi. Questa festa permetteva ai lavoratori di riposarsi circa un mese, dopo un lungo anno di fatiche .

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero romano, si assisteva a corse di cavalli, di asini e di muli, agghindati con fiori dai colori sgargianti . Questa antica tradizione continua ad esistere, per esempio nel Palio dell’Assunta, che si svolge a Siena il 16 agosto!

Dalla diffusione del Cristianesimo, in tutta Europa, la festa diventa nota con il nome di Assunzione di Maria (ossia il momento in cui la Vergine raggiunge il Paradiso).  Un tempo, in onore della Vergine, si organizzavano spettacolari processioni notturne con fiaccole e luci. Oggi, tipico spettacolo del 15 di agosto, sono soprattutto i fuochi d’artificio.

Il Ferragosto non fu sempre festeggiato il giorno 15, originariamente la festa cadeva il 1° agosto, solo per abbinarla al giorno in cui si commemora l’Assunzione di Maria la Chiesa Cattolica ottenne il suo spostamento.

In Calabria, e in genere nelle regioni dell’Italia del Sud, la Madonna dell’Assunta è festeggiata in moltissimi comuni e presso i Santuari Mariani.

Importante è quello di Dipodi a Feroleto Antico (Catanzaro), chiamato anticamente Santa Maria de Puris, da secoli luogo di meditazione e di preghiera.

Ancora oggi intorno al 15 agosto si recano folle di fedeli per partecipare alle liturgie dedicate alla Madonna e si svolge la tradizionale fiera.

Al Molo Caligoliano di Pozzuoli, il giorno di Ferragosto si fa la gara detta ‘O Pennone’ che consiste nel salire su un palo cosparso di sapone per recuperare una bandierina posta in cima.

Come detto, Ferragosto è sinonimo di scampagnata e quindi, cibo.

Secondo la tradizione italiana, il piatto per eccellenza è il piccione arrostito. Pare che questa usanza sia nata in Toscana, in epoca carolingia.

A Roma, piatto forte è il pollo in umido con i peperoni. Non è raro che sia preceduto dalle fettuccine ai fegatelli. Il pasto viene chiuso con una bella fetta di cocomero freddo.

Insomma le curiosità e le tradizioni legate a questa data sono davvero tantissime, cambiano per luogo e addirittura per famiglia… Quindi qualsiasi sia la vostra usanza non ci resta che augurarvi un sereno Ferragosto!

5 giorni a Lisbona: Cascais ed Estoril

Lisbona non è solo una città tutto da scoprire, ma è anche mare, anzi oceano, spiagge dalla sabbia bianca e villaggi di pescatori.

Non si può non concedersi una giornata rilassante in questi luoghi dalla tipica atmosfera estiva. Inoltre, come vi abbiamo già segnalato nel post precedente, raggiungerli è facilissimo ed anche economico.

Cascais

Storico borgo di pescatori, oggi è soprattutto una cittadina con vocazione turistica, pur preservando la tradizione celebrata al meglio in un grande mercato del pesce che è una vera e propria chicca per gli amanti delle pietanze di mare.

In questo luogo si assiste ad una autentica contaminazione tra antico e moderno, tra il passato di villaggio di pescatori ed il presente di accogliente meta turistica con strutture e servizi adeguati, perfettamente in armonia con le stradine ed i vicoletti che caratterizzano Cascais.

Se volete approfondire la storia di questo paesino fate una capatina al Museo del Mare, dove potrete scoprire come si viveva a Cascais quando la pesca era l’unica attività di sostentamento.

Oggi però questo paesino è noto soprattutto per le sue acque cristalline e per le spiagge di sabbia bianca. Bellissima Praia da Duquesa, per non parlare di Praia da Rainha, tanto incantevole che a fine Ottocento la regina Amelia la scelse come sua spiaggia. Isolata e piccolina è un gioiello da vedere assolutamente!

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Estoril

Poco distante da Cascais, Estoril è uno dei posti turistici più famosi della costa nei pressi di Lisbona.

Ma ciò che l’ha resa veramente celebre è il suo spettacolare Casinò, uno dei maggiori d’Europa. È proprio il Casinò di Estoril ad aver dato l’input a Flaming per scrivere l’episodio “Casinò Royale” del mitico agente segreto James Bond.

Altrettanto noto il suo circuito dove si gareggia sia con auto che moto. È stato anche varie volte teatro delle competizioni di Formula 1 e Motomondiale.

Insomma una cittadina mondana, meta di un turismo locale ed internazionale. Anche qui non mancano meravigliose spiagge dove godersi l’oceano ed il sole del Portogallo.

La spiaggia simbolo di Estoril è Praia do Tamariz. Molto simili a quelle di Cascais per conformazione, le spiagge qui sono più tranquille e pensate per il relax.

Insomma durante la permanenza a Lisbona non si può non fare tappa in queste località di mare che tra storia, modernità, divertimento e vita mondana vi faranno vivere un’esperienza unica, tra relax, bellezze naturali ed ospitalità.

Una strana amicizia per Fettuccino -ultimo episodio

Essere stati scoperti in quel modo era stata davvero un brutto colpo per i due strani amici. Ma, nonostante tutte le differenze, anche questa volta, i due sembravano essere molto simili…

FETTUCCINO

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La mamma di Fettuccino era veramente molto arrabbiata, soprattutto perché il suo micio non era stato sincero con lei. Erano passati già due giorni dal “fattaccio” ed ancora la mamma e Fettuccino non si erano parlati.

Il gattino non abbandonava mai il suo angolino, aveva sempre un’espressione triste ed aveva perso la sua tipica vivacità e la curiosità di scoprire cose nuove. Vederlo così era una sofferenza, sia per mamma gatta che per i suoi fratellini.

Così quella mattina mamma gatta gli preparò una ricca colazione e gliela portò nel suo giaciglio.

“Fettuccino, sveglia! Guarda che buona colazione che ti ha preparato la mamma…”

“Mamma, grazie…”

“Allora che dici se parliamo un po’?”

Così mamma gatta si fece raccontare tutto, ma proprio tutto, come si erano conosciuti, cosa facevano insieme, com’era Teo e Fettuccino parlava, parlava e rideva, tanto…

TEO

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Anche a casa di Teo la situazione era la stessa. Teo era sempre triste e non usciva mai. La mamma aveva fatto di tutto per strappargli un sorriso, ma quando neanche il suo pezzetto di formaggio preferito l’avevo smosso dalla sua cameretta, mamma topina decise che era il momento di parlare con Teo…

Mentre gli spiegava del perché fosse così arrabbiata e del motivo per cui era così preoccupata per quella strana amicizia tra un micio ed un topino, lo abbracciava forte.

Teo ascoltò attentamente ed a sua volte raccontò alla mamma com’era nata quell’amicizia e com’era Fettuccino…

TEMPO DI RIFLESSIONI

Dopo la chiacchierata con i rispettivi figli le due mamma erano più tranquille, ma ancora un po’ pensierose. Quella tra i loro figli era davvero una strana amicizia e probabilmente non poteva durerà, ma non volevano privare i loro piccoli di una cosa così bella… Si divertivano così tanto insieme…

Evidentemente ebbero la stessa idea, perché quella sera si incontrarono esattamente a metà strada…

Dopo un momento di imbarazzo, si salutarono e a distanza iniziarono a parlare. Mamma micia e mamma topina conclusero che avrebbero continuato a far incontrare i propri piccoletti, ma sotto la loro supervisione. Finchè quella strana amicizia sarebbe durata non l’avrebbero ostacolata.

Tornando a casa, entrambe emozionate ed impazienti di comunicare la bella notizia a Fettuccino e Teo, sicure che avrebbero finalmente rivisto gli occhi dei loro piccoli accendersi di felicità, si sentivano anche loro un po’ strane, ma molto, molto bene e si erano rese conto che, a volte, ci sono eccezioni che possono insegnare di più…

5 Agosto 2018: Domenica nei musei statali

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