Riepilogo post Settembre

Nel mese della ripresa e del dopo vacanza vi abbiamo appassionato con il lato sportivo e ludico di Lisbona, vi abbiamo incuriosito con le avventure della nostra dolce Marta, vi abbiamo dato qualche informazione in più sulla moda e sull’optical art. 

Se vi siete persi qualcosa ecco a voi i link del mese di Settembre:

Repost: la camicia

Repost: Sperlonga

Il viaggio Di Marta-primo episodio

5 Giorni a Lisbona: gli stadi

L’Optical Art nella moda: storia di uno stile senza tempo 

Cosa vedere a Lisbona? Non rinunciate all’Oceanario

 

Cosa vedere a Lisbona? Non rinunciate all’Oceanario

Lisbona, come vi abbia rivelato nei precedenti post, è stata una sorpresa continua: storia, arte, cibo, tradizioni, stadi-museo e per finire ecco la chicca, uno splendido oceanario.

L’acquario della capitale portoghese, tutto dedicata agli oceani, si trova nel Parque das Nações, la stessa area che ospitò l’Expo nel 1998.

Parque das Nações

Nato proprio per fare da teatro all’esposizione internazionale, in seguito è stato totalmente modificato, a cominciare dalla costruzione di un moderno centro commerciale, hotel, uffici, case e di un noto casinò.

Essendo posizionato nei pressi del fiume Tago lì c’è anche un porto con un gran numero di posti barca a disposizione.

In questa area viva e ricca di fermento, anche grazie ad un’area adibita a fiere ed eventi, si trova l’oceanario.

L’oceanario di Lisbona

Secondo solo a quello di Valencia, è uno dei più grandi d’Europa ed ospita una grande varietà di specie. Un grande acquario centrale è il fulcro di tutto l’ambiente. Il percorso si snoda su due piani e mostra la vita dei diversi oceani del nostro pianeta. Man, mano che si scende si può ammirare l’habitat naturale dei fondali marini più profondi.

L’oceanario portoghese è il primo al mondo a mostrare in un unico luogo la flora e la fauna di più oceani. La cosa straordinaria è che qui sono stati ricostruiti in maniera precisa e minuziosa anche i micro ambienti che variano per profondità, clima ed area geografica.

Un autentico spettacolo per gli occhi ed una miniera didattica dove si può apprendere divertendosi e senza annoiarsi.

Quindi se decidete di visitare la capitale portoghese non rinunciate a questa esperienza!

Il viaggio di Marta- secondo episodio

La piccola era decisamente frastornata. Era accaduto tutto troppo in fretta. Nonostante la coccinella cercasse di rassicurarla, Marta aveva una strana sensazione… Ma non riusciva proprio a capire il motivo… Si guardava e riguardava intorno, ma niente.

Comunque in quella situazione non aveva molte alternative, così non le rimase altro da fare che seguire la coccinella.

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Cammina, cammina arrivarono al primo dei luoghi magici:

Visionaria. Era un luogo assolutamente meraviglioso. Giardini pieni di fiori, alberi, case colorate, grandi, enormi, giochi per i bambini ovunque… Un sogno!

Anche le persone che abitavano lì erano bellissime, eppure c’era qualcosa che non andava. Tutti erano impegnati soltanto a specchiarsi, ognuno pensava a sé, i bambini non giocavano insieme e le mamme ed i papà non gli prestavano attenzione. Ma che mondo era?

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“Visto che bello?” disse la coccinella entusiasta

Ma Marta non era molto d’accordo: “A me non sembra così bello… Sono tutti… Soli…”

Allora la coccinella indispettita: “Ma Marta, cosa importa? Guarda dove vivono!”

Marta decise di non controbattere, così proseguirono in silenzio il loro viaggio…

Non ci volle molto per arrivare a: Audiolandia.

“Qui mia cara non potrai tenere gli occhi aperti, devi attraversare questo mondo con gli occhi rigorosamente chiusi!”

Marta, incuriosita da tale mistero, tentò di farsi spiegare la ragione di questa cosa che le sembrava veramente bizzarra, ma la coccinella rispose semplicemente che era una regola, che lì si usava così e che loro dovevano rispettare quella tradizione.

In realtà appena varcata la soglia di Audiolandia le venne naturale chiudere gli occhi, rapita da musiche armoniose e melodie soavi… Era una delizia per le orecchie, ma la curiosità era davvero tanta, troppa, così…

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Quello che la povera bambina vide era terrificante: creature spaventose e mostriciattoli tutti intorno a loro… Inziò a correre così veloce che la coccinella dovette sbattere le alette a più non posso per starle dietro.

Appena fuori da quella realtà orribile Marta si fermò affannata e la coccinella arrabbiatissima:

“Ti avevo raccomandato di tenere gli occhi chiusi! Cosa combini?”

“Ma era tutto mostruoso lì…”

“Non capisce proprio niente, meglio andare adesso…”

Marta, stanca e confusa, non ebbe la forza di ribattere e si rimise in marcia…

Nuovi mondi strani attendono Marta e la strana coccinella…

 

L’Optical Art nella moda: storia di uno stile senza tempo

L’Optical Art nasce negli anni ’60 e diventa presto un vero e proprio fenomeno cult, capace di influenzare in maniera importante anche gli anni ’90 e riacquistare una dilagante popolarità nell’era digitale.

Ma cos’è l’optical o Op art?

Precisamente si tratta di uno stile che ha come protagonisti gli effetti ottici ottenuti grazie ad un’attenta ricerca dell’uso delle cromature e degli accostamenti geometrici.

Tra i pionieri di quest’arte  possiamo annoverare Victor Vasarely, Jesus Rafael Soto, Bridget Riley.

L’op art, in realtà, non conosce fine e continua a sperimentare e ad evolversi  anche con le moderne grafiche computerizzate.

In tutti questi anni lo scopo però è sempre rimasto lo stesso, cioè stupire lo spettatore giocando con le sue capacità cognitive ed eliminando la relazione piattezza/profondità e immobilità/mobilità.

Un fenomeno dilagante ed inarrestabile insomma che ha interessato più settori e che non poteva non influenzare anche la moda e quindi l’abbigliamento.

In particolare l’optical  interessa  la moda casual, cioè lo stile che è l’incontro tra abbigliamento di tutti i giorni ed abbigliamento sportivo, una tendenza che nasce proprio in tempi piuttosto recente, quando cresce l’importanza del tempo libero da destinare allo svago, agli hobby ed alla vacanza.

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Ma partiamo dal principio! Negli anni ’60 tutto ebbe inizio con la linea trapezio, presentata nel 1958 dal giovane Yves Saint Laurent, ancora responsabile artistico della casa Dior: vestiti a forma di sacco che ignoravano il punto vita o cappotti stretti in alto e svasati verso il basso, spesso lunghi fino al ginocchio.

Nulla a che vedere con l’eleganza tradizionale o tipica aristocratica, ma in fondo lo scopo era proprio questo, una autentica rivoluzione dei canoni che fino ad allora avevano dominato.

I nuovi capi dovevano innanzitutto essere giovanili, informali, poco convenzionali, divertenti e irrispettosi. L’età reale di chi li indossava non aveva alcuna importanza, quello che contava era lo spirito!

Negli anni ’70 ci fu il vero boom dell’Optical nella moda! Vestiti e accessori con le più disparate fantasie ispirate all’op art erano ovunque, un must di cui non si poteva fare a meno.

Ai giorni nostri possiamo affermare tranquillamente che si assiste ad un revival di quella moda e per rendersene conto basta entrare in un negozio di articoli sportivi: quanta Optical troviamo? Troppa!  Leggings, magliette in tessuto tecnico, scarpe, ogni oggetto ha un qualcosa, un elemento frutto delle sperimentazioni dell’ Optical Art.

Per quanto ci riguarda… Noi adoriamo l’Optical Art e per realizzare questo colorato vestito estivo ci siamo ispirate proprio alla moda degli anni ’60!

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Il modello è svasato, in cotone, con scollo quadrato a bretelle larghe. Cerniera davanti? Perché no! Un tocco di originalità per dare un aspetto più moderno al capo ci sta tutto!

Naturalmente il vestito non poteva che essere rosa, una tonalità che ci piace tantissimo, in tutte le sue declinazioni. Il risultato a noi è piaciuto davvero molto! Un vestito fresco, da usare soprattutto durante il giorno, magari per un cocktail o una bella passeggiata.

E voi cosa ne pensate dell’Optical Art?

 

5 Giorni a Lisbona: gli stadi

Il campionato italiano è da poco cominciato e questo post lo dedichiamo proprio agli sportivi, agli appassionati di calcio e a chi lo segue anche solo per sbaglio, perché non si può non andare a Lisbona e non visitare gli stadi.

Esattamente parliamo dello stadio dello Sporting Lisbona e del Benfica, due note squadre portoghesi che vantano la partecipazione a competizioni internazionali e giocatori anche molto noti, vi dice qualcosa il nome Cristiano Ronaldo?

Estadio Josè Alvalade

Lo stadio Josè Alvalade è lo stadio dello Sporting Lisbona. Una struttura abbastanza moderna e recente, rifatta nel 2003.

Lo Sporting oggi è una delle maggiori squadre del Portogallo e dell’Europa ed ha vinto davvero tanto. In questo team hanno militato calciatori come CR7, Figo, e molti altri…

E pensare che questo team nacque quasi per gioco dall’idea di alcuni amici che volevano partecipare ad un torneo popolare.

In ogni caso potete tranquillamente approfondire la conoscenza della squadra e la sua storia visitando il museo dello Sporting, il Museu Mundu Sporting.

Qui è tutto raccontato nei minimi dettagli, dalla nascita del team ad oggi. Emozionante la visita degli spazi dello stadio: la sala stampa, gli spogliatoi… un tuffo nel pre e nel post partita insomma…

Estadio da Luz

Lo stadio da Luz è invece l’impianto del Benfica. È lo stadio principale della capitale portoghese ed è gergalmente chiamato dai tifosi “la cattedrale”.

L’impianto è davvero imponente ed è circondato da negozi, lo store del Benfica, il Museo…

Il tour è ricco di sorprese: i plastici del vecchio e del nuovo stadio, gli spogliatoi, dotati di tutti i comfort, la sala conferenze, l’area della panchina, e poi… L’ aquila Gloria simbolo e portafortuna del Benfica.

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Una squadra insomma con tanta storia e tradizioni a cui i tifosi sono molto, molto legati e che creano un’atmosfera veramente magica…

Insomma non potete non fare una capatina agli stadi, sportivi e… non…

Per gli orari di apertura, dei tour ed altre info utili leggete il nostro post precedente

Il viaggio Di Marta-primo episodio

“Mamma ti dico che è lì! Un lupo con i denti aguzzi che mi fissa!”

Marta continuava a dire alla sua mamma che non riusciva proprio a dormire per colpa di un lupacchiotto che la osservava dalla finestra… Sicuramente era nel cortile ed aspettava il momento buono per entrare nella sua cameretta…

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“Marta facciamo così: tu prova ad addormentarti, io rimango per un po’ qui con te  e se mi accorgo che c’è qualcosa che non va… Ci penso io! Stai tranquilla tesoro!”

La bambina non era troppo convinta, ma decise di accettare la proposta della mamma.

“Ok mamma, ma se poi quando sei andata via io mi sveglio e lui riappare, io corro da te e papà nel lettone!”

“Va bene, va bene, adesso però ninna!”

Marta non ci mise molto ad addormentarsi grazie alle coccole della sua mamma che, prima di andare le lasciò la flebile lucina della lampada rosa a forma… Senza la piccola non si sentiva al sicuro, non amava affatto il buio!

Nel bel mezzo della notte, Marta avvertì una strana sensazione… Si sentiva osservata… Di nuovo… Aprì gli occhi frettolosamente e… Eccolo lì… Quel lupo, di nuovo alla finestra a fissarla. Ma la bambina questa volta era decisa a risolvere la faccenda, così prese coraggio e guardò il lupo dritto negli occhi.

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Fu in quel momento che si rese conto dei suoi occhioni grandi e tanto dolci, di un bellissimo azzurro cielo, non aveva affatto un’espressione cattiva, anzi… Certo però che quei dentoni enormi invece… Stava per chiamare la sua mamma, quando all’improvviso …

“Marta, Marta, non temere, ti proteggo io dal quel lupo cattivo!”

Una vocina tenere, tenera che proveniva… dal cassetto del suo comodino… Ma com’era possibile?! Aprì e… Sorpresa! Una piccola e graziosa coccinella. La piccola era confusa, ma la coccinella sorridendo le volò sulla spalla:

“Ciao Marta, tranquilla, ci sono io adesso con te. Ti porterò via così quel lupo non potrà farti del male! Torneremo solo quando sarà andato via.”

La bambina era sempre più preoccupata e con le lacrime agli occhi:

“Io non voglio andare da nessuna parte, voglio solo che quello vada via e mi lasci in pace.”

Intanto il lupo, alla vista della coccinella, iniziò ad agitarsi e tentava in tutti i modi di entrare, a quel punto la coccinella pronunciò una formula magica:

“Pronte a partire, adesso possiamo sparire” e Puff!

In un lampo erano… Da un’altra parte… “Marta, tranquilla, staremo qui solo per un po’, questo è il mio mondo, è la terra dei cinque luoghi magici. Appena quel lupo sarà andato via dal tuo giardino faremo ritorno a casa tua. Intanto ti farò fare un viaggio… Indimenticabile…”

Cosa succederà a Marta? Dove l’ha portata la coccinella? Ed il lupo?

Lo scopriremo presto…