29 giugno: San Pietro e Paolo

Il 29 giugno non tutti sanno che si ricordano i patroni di Roma: i Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Fino al 1977, San Pietro e Paolo, era una festa nazionale, successivamente è diventata una ricorrenza legata soprattutto alla Capitale, almeno ufficialmente.

Le origini risalgono al primo secolo, poiché secondo la tradizione San Pietro morì crocifisso a Roma, con la testa verso il basso, per ordini dell’imperatore Nerone, precisamente  tra il ’64 e il ’67, presso il circo Caligola sul Colle Vaticano.

Nello stesso periodo anche San Paolo morì martire, ma a differenza di Pietro fu decapitato alle Acque Salvie all’Ostiense, in quanto cittadino romano.

Pietro, che fu uno dei dodici apostoli di Gesù Cristo, morì crocifisso dopo aver predicato il vangelo per tutta la vita. Dai racconti degli evangelisti abbiamo il ritratto di un uomo dal forte carattere, pieno di debolezze e proprio per questo così umano e vicino a noi. Gesù gli diede il ruolo di fondatore della Chiesa universale, chiamandolo Pietro, doveva essere infatti la “pietra” su cui fondare la sua chiesa (il suo nome originario era Simone).

La sua tomba si trova nella Basilica del Vaticano. E’ patrono di macellai, pescatori, taglialegna, fabbri, fornai, calzolai ed anche dei costruttori di ponti.

Paolo di Tarso, ha avuto un’ influenza  particolarmente marcata nell’elaborazione della teologia cristiana. Le lettere paoline definiscono i fondamenti dottrinali del valore salvifico della incarnazione, della passione, della morte e resurrezione di Cristo, ripresi dai più eminenti pensatori cristiani dei due millenni successivi. Per questo motivo alcuni studiosi contemporanei lo considerano come il vero fondatore del Cristianesimo.

È protettore dei cordai e dei cestai, è invocato contro le tempeste di mare, i morsi dei serpenti e contro la cecità.

Celebrazione

Per le celebrazioni, il Papa impone il Pallio (una specie di sciarpa di lana bianca) ad alcuni vescovi della città, che rappresenta l’unione tra la Chiesa Universale e quelle locali. Poi bacia il piede della statua di bronzo di San Pietro, adornata con il “piviale” rosso.

Al tramonto si svolge la processione con la catena di San Paolo, formata da 14 anelli di ferro.

La tradizione popolare e secolare di festeggiare i Santi Pietro e Paolo, oltre che per il ricordo e la devozione religiosa per i due Apostoli,  è caratterizzata dall’istituzione della “Girandola di Castel Sant’Angelo”. I “Fiori di fuoco,” così venivano chiamati, raddoppiati dai riflessi del fiume Tevere, ben visibili da Ponte Sant’Angelo, dal lungotevere e da tutti i ponti dei rioni della città dell’Urbe vicino al Vaticano.

Questo spettacolo ebbe origine nel 1481 per volontà di Papa Sisto IV ed era partecipata da uomini e donne provenienti da tutti i paesi europei. Tale usanza fu sospesa nel 1861 per essere ripresa  più recentemente con il nome di “Girandola” dove i fuochi di artificio hanno preso il posto dei Fiori di fuoco.

Se vi trovate  quindi nella Capitale per il 29 Giugno non perdetevi la tradizionale Infiorata storica in via della Conciliazione, mentre è ancora in attesa di conferma la Girandola al Pincio.