Italiani e Vacanze

Le vacanze per molti Italiani stanno per terminare. Per varie motivazioni, a cominciare dal clima, il periodo estivo rimane quello preferito per andare in vacanza, ma se prima si parlava di circa 30 giorni di ferie, adesso la media si è decisamente abbassata, preferendo magari utilizzare i giorni restanti per concedersi una vacanza in un altro periodo dell’anno.

Ma come sono cambiate le abitudini degli italiani in vacanza?

La tradizione della vacanza inizia con il boom economico. L’acquisto di massa di nuove automobili e lo sviluppo della rete autostradale fanno si che la vacanza estiva prenda velocemente piede.

La riviera romagnola e la Versilia sono state le mete preferite per gli italiani tra gli anni ’60 e ’80. Molto gettonate anche le spiagge del Veneto e della Liguria, mentre al Sud il dominio era della Sicilia e della Calabria.

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Dalla metà degli anni ’80 si è registrato un notevole incremento dei viaggi all’estero: Spagna e Francia erano e sono ancora le mete preferite in Europa, mentre oltre continente trionfavano gli Stati Uniti, i Paesi del Maghreb e l’Egitto.

Dagli anni ’90 ad oggi, la tecnologia ha dato vita al fenomeno, sempre crescente, del turismo fai-da-te che, insieme alla nascita delle ormai numerose compagnie aeree low cost e la possibilità di prenotare online il proprio albergo/hotel/bed&breakfast, è diventato una prassi alla portata di tutti.

Così oltre alla tradizionali mete estive sono aumentati i viaggi verso le capitali europee, in generale per soggiorni più brevi da ripetere più volte all’anno.

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Gli anni 2000 hanno fatto scoprire a molti italiani il mare della costa balcanica, in particolare della Croazia, dopo la fine della guerra, mentre la paura di attentati terroristici ha visto una drastica riduzione dei soggiorni in mete come Egitto o  Nord Africa, a vantaggio dell’Europa e delle spiagge italiane.

Nel 2017 le destinazioni più amate in patria sono state Gallipoli, l’Isola d’Elba, Cattolica e Jesolo, mentre all’estero vanno fortissimo Grecia (Mykonos, Santorini e Creta) e Spagna, in particolare le Isole Baleari.

Fuori dall’Europa sono sempre di più gli italiani che scelgono il continente asiatico, con Bali (Indonesia) e Bangkok (Thailandia) a fare da capofila.

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Quest’anno il numero degli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una vacanza fuori èin leggero aumento. Moltissimi coloro che tra Giugno e Settembre si concederanno almeno un fine settimana.

Rispetto all’estate 2017 si registra un +0,5%., circa il 57,0% della popolazione  ha già fatto una vacanza nei mesi precedenti o la farà a Settembre.

Anche quest’anno in Italia il mare si conferma la meta preferita dagli italiani per le vacanze estive, scelto dal 67% dei viaggiatori. Seguono la montagna con il 9,5% delle preferenze, le località d’arte con il 7,3%.

Buono anche il risultato delle località termali (4,5%) e dei laghi (3,5%). Il 19,3% dei connazionali che si recheranno oltre confine visiteranno soprattutto le grandi capitali europee (49,5%) e le località marine ( circa 17,5%).

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E voi come avete passato o passerete le vostre vacanze?

Raccontatecelo!

Ferragosto: origini e tradizioni

Ogni anno è consuetudine festeggiare il 15 agosto, meglio noto come Ferragosto, ma perché e cosa si celebra?

Le origini della ricorrenza del Ferragosto sono molto antiche, derivano infatti dalle Consulalia , feste romane in onore del dio Conso , divinità del raccolto dei granai. Durante queste feste ci si scambiava regali, recitando la frase “Bonas ferias consulales”  che divenne “Bonas feria augustales”, quando il nostro mese di Agosto fu dedicato all’imperatore Augusto, insomma un augurio molto simile al nostro “Buon ferragosto”!

Cesare Augusto decise poi, nel 18 d. C. , di istituire ufficialmente la festa di Ferragosto , le feriae Augustii (feste di Augusto), per celebrare i raccolti e la fine dei lavori nei campi. Questa festa permetteva ai lavoratori di riposarsi circa un mese, dopo un lungo anno di fatiche .

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero romano, si assisteva a corse di cavalli, di asini e di muli, agghindati con fiori dai colori sgargianti . Questa antica tradizione continua ad esistere, per esempio nel Palio dell’Assunta, che si svolge a Siena il 16 agosto!

Dalla diffusione del Cristianesimo, in tutta Europa, la festa diventa nota con il nome di Assunzione di Maria (ossia il momento in cui la Vergine raggiunge il Paradiso).  Un tempo, in onore della Vergine, si organizzavano spettacolari processioni notturne con fiaccole e luci. Oggi, tipico spettacolo del 15 di agosto, sono soprattutto i fuochi d’artificio.

Il Ferragosto non fu sempre festeggiato il giorno 15, originariamente la festa cadeva il 1° agosto, solo per abbinarla al giorno in cui si commemora l’Assunzione di Maria la Chiesa Cattolica ottenne il suo spostamento.

In Calabria, e in genere nelle regioni dell’Italia del Sud, la Madonna dell’Assunta è festeggiata in moltissimi comuni e presso i Santuari Mariani.

Importante è quello di Dipodi a Feroleto Antico (Catanzaro), chiamato anticamente Santa Maria de Puris, da secoli luogo di meditazione e di preghiera.

Ancora oggi intorno al 15 agosto si recano folle di fedeli per partecipare alle liturgie dedicate alla Madonna e si svolge la tradizionale fiera.

Al Molo Caligoliano di Pozzuoli, il giorno di Ferragosto si fa la gara detta ‘O Pennone’ che consiste nel salire su un palo cosparso di sapone per recuperare una bandierina posta in cima.

Come detto, Ferragosto è sinonimo di scampagnata e quindi, cibo.

Secondo la tradizione italiana, il piatto per eccellenza è il piccione arrostito. Pare che questa usanza sia nata in Toscana, in epoca carolingia.

A Roma, piatto forte è il pollo in umido con i peperoni. Non è raro che sia preceduto dalle fettuccine ai fegatelli. Il pasto viene chiuso con una bella fetta di cocomero freddo.

Insomma le curiosità e le tradizioni legate a questa data sono davvero tantissime, cambiano per luogo e addirittura per famiglia… Quindi qualsiasi sia la vostra usanza non ci resta che augurarvi un sereno Ferragosto!

5 Giorni a Lisbona

Da pochi giorni siamo rientrate  dal Portogallo. Dobbiamo dire che è stata una meta che ha superato le nostre aspettative. Purtroppo siamo rimaste a Lisbona e dintorni solo 5 giorni, ma ci saremmo concesse volentieri qualche giorno in più…

Vogliamo perciò proporvi un’idea di itinerario:

1° Giorno – Quartieri di Alfama, Baixa, Chiado a Lisbona,

2° Giorno – Gita a Cascais e Estoril,

3° Giorno – Quartiere Belém, Museo Sporting Lisbona,

4° Giorno – Il Parque das Naçoes (Parco delle Nazioni),

°5 Giorno – Museo Benfica.

INFO UTILI:

Per muovervi a Lisbona e nei luoghi vicini potete tranquillamente fare affidamento sui mezzi pubblici.

Il biglietto per la metro costa 1,40 € e dura 1 ora, il biglietto giornaliero invece costa 6 €.

Potete anche optare per  l’acquisto di una card turistica, la Lisboa Card, che comprende anche sconti per musei ed attrazioni varie.

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Primo giorno: Alfama, Baixa, Chiado

Alfama, quartiere dove vivevano i poveri e le persone non gradite di Lisbona, oggi è un labirinto di strade strette ed edifici antichi che lo rendono molto caratteristico. Passeggiando per Alfama si può visitare:

il Castello di Lisbona, con la sua vista panoramica sopra il quartiere Baixa,

La Cattedrale di Sé e la Chiesa di Sant’ Antonio,

Il panorama Miradouro de Santa Luzia,

e non si può rinunciare al giro sul pittoresco tram giallo che sferraglia ancora tra le strade strette.

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Il grazioso e colorato quartiere Alfama si estende dal fiume Tago – più o meno da Praca do Comércio al Museu Nacional do Azulejo – fino al Castello di São Jorge. Conviene iniziare proprio dal Castello e poi scendere, è certamente meno faticoso!

Al Castello si arriva facilmente con l’autobus 37 o i Tram 12 e lo storico 28.

Scendendo si possono ammirare l’Arco do Castelo ed il Miradouro de Santa Luzia ed il Miradouro Portas do Sol, due dei punti panoramici più belli della città. Proseguendo per Rua Augusto Rosa si arriva alla Cattedrale di Santa Maria Maggiore o Sè de Lisboa, in Largo da Sé.

Da Praca do Comèrcio, fino all’ l’Elevador de Santa Justa

Le visite turistiche più gettonate sono:

L’ascensore di Santa Justa, meravigliosa opera dell’età industriale,

La Praça do Rossio, vero cuore di Lisbona con i suoi ristoranti e cafè all’aria aperta,

Praça do Comércio che era il centro degli scambi commerciali del Portogallo,

La Praça dos Restauradores con l’obelisco, il Palazzo Foz  e il teatro Eden in art decò.

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Il punto di riferimento per gli spostamenti è sicuramente Praca do Comèrcio, con la famosa statua equestre di Dom José, l’Arco Trionfale e la scalinata. Da notare sulla destra dell’Arco  lo storico Café Martinho, amato anche dal poeta Fernando Pessoa.

Concedetevi una passeggiata sulla bellissima Rua Augusta, con la sua particolare pavimentazione di piastrelle decorate, ricca di negozi, ristoranti e locali.

Baixa-Chiado: Da Rua Augusta arriverete direttamente a  Rua Áurea che  grazie all’Elevador de Santa Justa collega la Baixa con il Chiado.

Vista panoramica, Cattedrale e pranzo al Chiado

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Meta imprescindibile il Convento do Carmo, ma, mi raccomando, fate una sosta sulla terrazza panoramica del Chiado.

2° Giorno – Cascais e Estoril

Con un treno locale dalla stazione Cais do Sodré  in circa 20 minuti si raggiunge Carcavelos e Praia do Tamariz, nella cittadina di Estoril, a pochi minuti Praia da Rainha, una stupenda spiaggia tra le case e le piazzette di Cascais. Pensate che un biglietto andata e ritorno costa soltanto circa 2 euro.

Cascais è un bellissimo borgo con  vie pedonali, piazzette, caffetterie e negozi. Estoril è un incanto, con la sua chiesetta di Santo António, i suoi piccoli musei, bar e ristoranti sul lungomare.

 

Le spiagge più belle di Estoril

Vicinissima alla stazione ferroviaria la spiaggia di Tamariz celebre anche per la s paredão, un viale pedonale lungo il mare che la collega a Cascais. Molto popolari sono anche Praia de Carcavelos, Praia da Poca, Praia das Moitas e la piccola Praia de São Pedro.

3° Giorno – Belem e stadio – museo Sporting Lisbona

Nella parte ovest di Lisbona, Belém, grazioso quartiere con parchi e monumenti. Qui è d’obbligo visitare:

La Chiesa e il Monastero dos Jerónimos riccamente decorati.

L’imponente Monumento alle Scoperte.

La torre di Belem

La Torre di Belém si trova in Avenida da India. Il modo migliore per arrivare è prendere il tram numero 15 da Praça da Figueira to Algés, che passa circa ogni 15 minuti, ma si può anche optare per il treno dalla stazione di Cais do Sodrè, direzione Belem.

Per i più volenterosi un’ottima alternativa può essere la passeggiata sul lungofiume dal Monumento delle Scoperte.

Per chi sceglie il tram, la visita può iniziare dal Monastero dos Jerónimos che ospita anche due musei, il Museu Nacional de Arqueológia e il Museu da Marinha.

Il monastero segue questi orari: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 17:00.

L’incantevole Torre de Belém, che affaccia sul fiume Tago, è aperta da ottobre ad aprile dalle 10.00 alle 17.00; da maggio a settembre dalle 10.00 alle 18.30, sempre chiusa il lunedì.

Prima di iniziare a scarpinare non rinunciate a fare colazione da Pastéis de Belém: si narra che i pastèis de nata siano stati creati proprio a Belèm e questa pasticceria è famosa proprio per questi dolci tradizionali.

Durante la vostra incursione a Belem fate una capatina al Padrão dos Descobrimientos, monumento dedicato a tutte le scoperte fatte dai navigatori portoghesi, grazie a scale o ascensore, salite in cima per una vista mozzafiato sul Tago e sul quartiere.

Nel pomeriggio ci spostiamo allo stadio – museo dello Sporting Lisbona, amanti e non dello sport, le visite in questi noti stadi saranno una piacevole sorpresa.

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La  metropolitana da prendere è la  linea verde, scendendo alla fermata Campo Grande.

Una guida vi accompagnerà negli angoli più nascosti dello Stadio. Qui potrete visitare i tunnel e gli spogliatoi, e persino avere accesso alle aree VIP.

ORARI

Sono previste 4 visite giornaliere tra il martedì e la domenica: 11.30, 14.30, 15.30, 16.30.

4° Giorno –Parco delle nazioni- Oceanario

Il Parco delle Nazioni (Parque das Naçoes) fu sede di Expo ’98, ma in seguito fu trasformato nella parte trendy e alla moda di Lisbona.

Per arrivare prendete la Linea rossa della metro, fermata Estação do Oriente.

Il parco ha molte attrazioni, tra cui l’ Oceanarium, che è considerato il miglior acquario in Europa.

4 immense vasche rappresentanti i 4 oceani del mondo sono il fiore all’occhiello di questo posto magico

L’Oceanario è aperto tutti i giorni. In estate dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso 19:00).

Tutto il parco è attraversato da una funivia che permette di fare una vista panoramica di 15 km, iniziando dal Ponte Vasco da Gama e terminando all’edificio più alto di Lisbona, nonché suo omonimo.

Il parco ha davvero moltissime attrazioni dedicate all’acqua e questo lo rende un posto adatto anche alle famiglie, inoltre c’è ampia scelta di ristoranti, locali, club e casinò.

5 Giorno: Stadio – Museo Benfica

Altro giorno, altro stadio – museo, ma questa volta quello del Benfica, ricco di storia e tradizioni

Questo museo custodisce i trofei e i più bei ricordi dei giocatori che hanno militato nel Benfica. Dalla maglia del leggendario  Eusebio alla Coppa dei Campioni.

Dove si trova e come arrivare

Situato nella zona Nord di Lisbona, l’Estàdio da Luz si trova in Av. General Norton de Matos 1500/313.

L’area è ben servita dai mezzi pubblici, tanti gli autobus che permettono di raggiungere lo Stadio, ma c’è anche la possibilità di prendere la metro azzurra e scendere alla fermata Alto Dos Moinhos.

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Orari di apertura

Il Museo del Benfica è aperto  tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00. l’orario dei tour invece è:  10.00-17.00, escluse le date in cui lo Stadio ospita le partite.

Per chi ha ancora tempo consigliamo di fare un ultimo giro in centro per dare un ultimo sguardo e comprare qualche souvenir. Rimarrete incantati da Lisbona e dalle sue meraviglie, più di quanto potete immaginare, per noi è stato così.

21 Giugno: Solstizio d’estate

Il 21 Giugno, cioè oggi,  è il solstizio d’estate. Ma cos’è in realtà il Solstizio???

Il solstizio, dal latino solstitium, composto da sol-, “Sole” e –sistere, “fermarsi”, è il giorno che annuncia la fine della primavera e l’inizio dell’estate, oggi il Sole brilla più a lungo, poco oltre le 15 ore.

Quasi sempre cade il 21 giugno ma non è detto che tutti gli anni arrivi proprio lo stesso giorno, infatti, bisogna ricordare che quando parliamo di solstizio d’estate facciamo riferimento ad un fenomeno astronomico che corrisponde, solo in parte, al nostro calendario.

Nel nostro emisfero il solstizio di estate segna l’inizio della bella stagione, in Italia in particolare, possiamo affermare con sicurezza che cade il 20 oppure il 21 giugno, a seconda dell’anno a cui si fa riferimento.

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Esoterismo e Tradizioni

Il solstizio è un vero e proprio evento per alcuni popoli che lo festeggiano con riti e ricorrenze particolari.

Almeno 20 mila persone ogni anno si danno appuntamento a Stonehenge per attendere il sorgere del sole. La festa dell’attesa del sole si svolge tra rievocazioni storiche e spettacoli che richiamano il medioevo. In Gran Bretagna, Stonehenge è un luogo magico e misterioso. Si tratta di un complesso di monoliti legati forse alla cultura celtica. Sulle reali origini della sua costruzione esistono ancora numerosi dubbi.

Tracce di culti solari s’incontrano in tutto il mondo, dalla Polinesia all’Africa, alle Americhe e giungono fino ai nostri giorni:

per gli eschimesi il sole è la vita mentre la luna la morte, in Indonesia il sole s’identifica con un uccello e con il potere del volo, mentre tra le popolazioni africane primitive la pioggia è il seme fecondatore del dio Amma, il sole, creatore della terra.

Tra gli indiani d’America il sole è simbolo della potenza e della provvidenza divine. Presso gli Aztechi è assimilato a un giovane guerriero che muore ogni sera e ogni mattina risorge, sconfiggendo la luna e le stelle: per nutrirlo il popolo azteco gli offriva in sacrificio vittime umane. Leggende analoghe, anche se fortunatamente meno feroci, si trovano ancora tra le popolazioni primitive nostre contemporanee.

La religione degli antichi Egizi è dominata completamente dal sole, Horus o Kheper quando al mattino si leva, Ra quando è nel fulgore del mezzogiorno e Atum quando tramonta. Eliopoli, la città del Sole, era il luogo sacro all’astro del giorno, il tempio di Abu Simbel, fatto costruire da Ramses II nel XIII secolo a.C. avanti Cristo, era dedicato al culto del Sole. Si devono agli Egizi anche alcune delle prime precise osservazioni astronomiche solari.

Il solstizio d’estate insomma, rappresentando l’inizio dell’omonima stagione, è sempre stato nella storia occasione di festa, come i Litha nel neopaganesimo o la natività cristiana di Giovanni Battista, cosiddetta “Notte di San Giovanni” o “Notte di mezza estate”.

Benefici

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UN AIUTO CONTRO LO STRESS

Nei climi temperati, questi mesi sono quelli in cui si concentrano di solito le vacanze. Non bisogna sottovalutare l’impatto psicologico e mentale della sospensione del lavoro: è utile e benefico offrire a corpo e mente la possibilità di svagarsi e di prendersi una pausa dagli stress quotidiani.

SOLE IN GRAVIDANZA

La luce del sole ha un altro effetto positivo. In particolare per la salute delle ossa. Un beneficio di cui si avvantaggeranno anche le donne in attesa di un bebè, a patto comunque di rispettare le regole per una corretta esposizione.

ALIMENTI SANI

In questi mesi si tende poi a mangiare alimenti più sani: l’estate è una stagione ricca di frutta e verdura, anche più golose e zuccherine, e l’organismo porta a desiderare naturalmente alimenti ricchi di vitamine, minerali e acqua. A tutto vantaggio di salute e linea.

VIAGGI IN SICUREZZA – Anche i viaggi, spesso concentrati in questa stagione, hanno un effetto benefico. È uno dei momenti in cui esprimiamo al meglio la nostra sete di conoscenza.

LA DIETA IN ESTATE

In estate ci svestiamo di più e questo inevitabilmente ci porta a dedicare più attenzione al nostro aspetto, in particolare per quanto riguarda il problema dei chili di troppo: non è raro che proprio alla vigilia di questa stagione si decida di metter mano alla dieta, per perdere peso. Un effetto positivo, purché non si tratti di un buon proposito temporaneo: bisogna essere attenti al peso tutto l’anno.

E voi siete pronti per la bella stagione?

Saldi estate 2018: calendario e date regione per regione

In primavera il desiderio di rinnovare il proprio abbigliamento è sempre più forte, tra la voglia di novità e di modernizzare il proprio armadio, i saldi sono l’occasione ideale per iniziare questo cambiamento.

Via i maglioni, i cappotti, i soprabiti pesanti: le camicie di cotone, le giacche di lino, le fresche T-shirt tornano finalmente a pretendere il loro posto o ad “andare in pensione” quando la moda e lo stile attuale ne decretano il superamento.

Noi abbiamo già acquistato qualche articolo in omaggio, da Oviesse e Coin Casa, per rinnovare il nostro look ma anche quello della nostra casa.

Ma quando inizieranno i saldi in Italia?

Saldi estate 2018: calendario e date regione per regione

Saldi 2018, il calendario regione per regione

– Abruzzo: dal 7 luglio al 29 agosto

– Basilicata:  dal 7 luglio al 2 settembre

-Calabria:  dal 7 luglio all’1 settembre

-Campania:  dal 7 luglio al 30 agosto

-Emilia-Romagna:  dal 7 luglio al 30 agosto

-Friuli-Venezia-Giulia:  dal 7 luglio al 30 settembre

– Lazio:  dal 7 luglio per sei settimane

– Liguria:  dal 7 luglio al 14 agosto

– Lombardia:  dal 7 luglio al 30 agosto

– Marche:  dal 7 luglio all’1 settembre

– Molise:  dal 7 luglio al 30 agosto

– Piemonte: dal 7 luglio per 8 settimane

– Puglia: dal 7 luglio al 15 settembre

– Sardegna: dal 7 luglio al 30 agosto

– Sicilia: dal 1° luglio al 15 settembre

– Toscana:  dal 7 luglio all’1 settembre

– Umbria:  dal 7 luglio al 30 agosto

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Photo by @dabobabo

Camicia: da sottoveste a grande classico

Chi aprendo un armadio non si ritrova almeno una camicia?

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Da sempre è alla base dell’abbigliamento maschile e femminile ed è il capo che è stato maggiormente influenzato dal periodo storico che l’ha utilizzato, trasformandosi nel tempo da simbolo aristocratico a simbolo icona dell’uomo moderno.

Apparve a Roma nei primi anni del III secolo d.C. con il nome di tunica interior. In lino o in cotone naturali, priva di collo e di polsini, venne in una prima fase utilizzata come sottoveste ed era formata da due teli di tessuto triangolari cuciti tra loro lateralmente e sulle spalle.

La camicia si evolve poi nell’anno Mille, quando l’influenza persiana delle Crociate portò migliorie nella lavorazione e la nascita della prima forma di camis, un capo che possedeva le maniche tagliate separatamente e lo scollo tondo aperto fino al petto.

Nel Rinascimento questo capo inizia ad assumere maggiore visibilità, sia per via del tessuto, che divenne di una qualità migliore, sia per la forma, più moderna, con colletti alti e rigidi o piccole arricciature orlate di pizzo.

La ricercatezza rinascimentale si smorza con i toni seicenteschi: i grandi colli a ruota iniziano a sgonfiarsi, pur rimanendo ampi e ricchi di intagli e ricami, ma diventa sicuramente più facile da indossare.

Insomma dal 1300 in poi, in Italia e in Europa, si diffondono diversi tipi di camicia e le mode ne condizionano le fogge.

Nel 1500, per esempio, si fanno largo dettagli articolati come colli plissettati e gorgiere; in epoca barocca pizzi e jabot con materie preziose come la seta o la mussola di cotone.

Ma l’ingresso ufficiale della camicia nella storia si deve ad un fatto piuttosto scandaloso. Nel 1773, la pittrice e famosa ritrattista francese Madame Vigée-Lebrun dipinge la regina di Francia Maria Antonietta con un abito di mussola, cappello e un fiore in mano. Insomma una regina “in chemise” che, per l’epoca, fu come ritrarre un’imperatrice nuda.

La vera e propria svolta del capo è testimoniata dalla Rivoluzione Francese. In questi anni l’attenzione inizia a spostarsi dalla corte alla piazza e dall’abito per pochi all’abito del popolo. Sotto al gilet rigato, i Sanculotti delle barricate parigine sfoggiano camicie in cotone grezzo, ampie, con aperture profonde sul petto e colletto a listello.

Certo è che a determinare il mito dell’eleganza della camicia contribuirono gli intellettuali borghesi del XIX secolo come Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio, Marcel Proust e Lord Brummel, che per primo coniò il termine dandy, sinonimo di realizzazione estetica della vita elegante e viaggiatore del mondo.  Questa era rigorosamente in fine batista bianca, più lunga dietro, con spacchi laterali, maniche lunghe, collo e polsini rigidi e staccabili, si arricchì dello sprone, una striscia di tessuto da spalla a spalla che aiutava a mantenere la stabilità delle maniche.

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All’inizio del 1900, si deve a Coco Chanel l’intuizione di sostituire i corsetti femminili con le camicie bianche maschili: è una liberazione del costume che coincide con il principio dell’emancipazione delle donne.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è Christian Dior invece a proporre la camicia bianca in una versione lussuosa d’organza abbinata a gonne a ruota, look che diventa subito il preferito da Hollywood e dalle sue star che lo trasformano definitivamente in un classico. Grace Kelly, Jackie Kennedy, Audrey Hepburn: dive, celebrità e membri del jet-set non mancano di essere ritratti in una perfetta e immacolata camicia bianca.

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Emblema perfetto dell’eleganza, la camicia è oggi uno dei simboli del guardaroba universale di uomini e donne. Tutti i marchi la propongono: dalle versioni d’autore come quelle di Prada, Dolce&Gabbana e Dior a quelle più economiche di Zara, H&M e Mango.

Così, dall’haute couture al prêt-à-porter, si è trasformata in un grande classico. Con l’avvento dell’epoca moderna, la donna attinge al repertorio maschile con disinvoltura, talvolta con provocazione. Le forme e le tipologie di camicia si scambiano, fino a farne un capo unisex.

La nostra camicia con le scarpe, realizzata da Marta (dal cartamodello alla confezionamento finale)

Moda Mare 2018: I costumi da indossare questa estate

La prima domanda che ci sorge quando arriva l’estate è: ma quale costume indosserò in questa stagione estiva?

Per questa estate tre le caratteristiche dominanti che vedremo in ogni collezione mare, ci sono volants e ruches, costumi da bagno monospalla e trikini, modelli contraddistinti da un design cut out che mostra delle sezioni di pelle dei fianchi.

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Se la scorsa estate la tendenza erano  i costumi a culotte, per l’estate 2018 è la parte superiore che si copre, con crop tops, per essere sempre chic in spiaggia, dal mattino al tramonto.

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(TEZENIS, collezione 2018)

I nuovi materiali utilizzati per creare i costumi da bagno sono differenti dai soliti. L’obiettivo è modellare la nostra figura, creare per il seno un effetto push up  ed evitare di segnare troppo le nostre curve, ma piuttosto creare un effetto snellente.

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(YAMAMAY, 2018)

Sono tutti tessuti molto resistenti, tanto che ci ricordano i materiali tecnici da sport.

La femminilità sarà la protagonista indiscussa per questa estate.

Infine i tagli dei costumi guardano  a modelli vintage:

via libera a slip a vita alta, bikini effetto canotta in tessuto laminato con tulle e spalline in pizzo oppure effetto bustier!

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Dagli interi sofisticati, per chi non rinuncia a un tocco classy neanche sotto il sol leone,

ai bikini più colorati e cool per chi non ha paura di osare con forme originali e colori vivaci.

Le stampe must have di quest’anno?

Si spazia dalle righe classiche orizzontali, un evergreen, a quelle verticali, che hanno anche il pregio di allungare la silhouette, alle fantasie tropicali con varianti di fiori e fiorellini per le più romantiche.

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