Cuscini: ad ognuno il suo!

Il cuscino è un oggetto di uso comune che ritroviamo in qualsiasi casa d’Italia o addirittura del mondo. Ma da dove provengono le origini di questo comodo e morbido oggetto?

Le origini del cuscino: storia di un oggetto comune

I cuscini venivano usati in passato soprattutto dalle classi agiate. In Egitto Sono stati ritrovati addirittura nelle tombe dei faraoni.

Le produzioni più importanti le ritroviamo nell’antica Cina, dove per le famiglie facoltose i guanciali erano in ceramica e materiali preziosi come la porcellana smaltata e dipinta. La superficie del cuscino poi veniva impreziosita di pietre, perle e pitture fatte con rifiniture in oro zecchino.

Shi-fan-Sen, un importantissimo maestro orafo, ai tempi della dinastia Qin, realizzò per l’imperatore Ying Zheng un guanciale tra i più preziosi mai fatti, ancora oggi è possibile ammirarlo nel museo nazionale della Cina.

cuscino cinese loasidimartaemanu

cuscino egiziano loasidimartaemanu

Nell’Europa medievale i cuscini erano usati sole dalle famiglie ricche, spesso utilizzati per arricchire i corredi nuziali. Le forme sofisticate, i tessuti di fine fattura, i ricami e le applicazioni di pietre e metalli preziosi fecero del cuscino un oggetto artistico.

Il cuscino è stato sempre più pensato e disegnato per sostenere e dare comfort alle persone.

Esistono vari tipi di cuscino: per letto, per sedia o poltrona, decorativo per divano, da viaggio, da meditazione, il cuscino da divano tipico all’interno di divani familiari e via di seguito.

Noi, amanti delle personalizzazioni, abbiamo deciso di creare i nostri cuscini da 0. Sono stati realizzati tutti in feltro e assemblati con l’utilizzo della colla a caldo.

Cuscino a Nuvoletta

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Cuscino a Unicorno

Cuscino a Stella

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Cuscino Pandistelle

Qual è il vostro preferito????

Stile impero: una tendenza sempre attuale

Lo stile Impero nasce nel periodo tra il Direttorio e Restaurazione, precisamente in Francia. La moda Impero mantenne le caratteristiche di quella del Direttorio, ma accentuò sempre più la derivazione dallo stile antico.

Essenziale fu l’intervento autoritario di Napoleone, che fece dell’imitazione dell’antichità classica la norma ufficiale. LeRoy, sarto dell’imperatrice Giuseppina Bonaparte, lanciò addirittura una nuova moda a corte, ispirata proprio all’abbigliamento degli antichi romani.

paolina

Il cerimoniale napoleonico fissò linee, tessuti e colori non solo per l’abito di corte sia maschile che femminile, ma anche per l’abbigliamento in genere. Il punto vita era stretto da una cintura sotto il seno, la linea della gonna, sempre sciolta, divenne più diritta. L’orlo, che si prolungava spesso in un piccolo strascico, verso il 1810 si alzò fino alla caviglia. Nelle acconciature proseguì la moda dei capelli corti.

Il nuovo stile, prevedeva inizialmente la totale assenza di colori dagli abiti femminili, scelta che conferiva alle donne l’aspetto marmoreo tipico delle statue romane. Il capo per eccellenza era la tunica, dritta e lunga fino alle caviglie, realizzata con tessuti impalpabili e leggeri, segnata da una cintura o da una fusciacca cinta sotto il seno.

Le tuniche presentavano solitamente scollature quadrate che lasciavano scoperte le spalle, anche se nel corso degli anni furono realizzate varianti con profondi scolli a V e che prevedevano l’assenza di maniche lunghe, sostituite da piccole maniche a sbuffo.

A partire dal primo decennio dell’Ottocento i semplicissimi abiti stile impero cominciarono ad arricchirsi di pizzi e ricami pregiati, a colorarsi, per il giorno, di tonalità come il rosa e il celeste pastello,  mentre per la sera di porpora e oro, ed iniziarono a cambiare le linee: la semplice tunica spesso era corredata da lunghi strascichi che partivano dalla cintura posta sul punto vita o abbinata allo “spencer”, una giacca corta in vita, a maniche lunghe, di velluto per l’inverno, e di seta o lino per l’estate.

Accessori molto in voga erano i guanti, indossati soprattutto nelle cerimonie ufficiali.

Lo Stile impero è ritornato in voga negli anni Sessanta, grazie alle collezioni Givenchy e Balenciaga; negli anni Ottanta nelle creazioni di Romeo Gigli, e più recentemente nel 2005, nella meravigliosa collezione Haute Couture di Dior realizzata da John Galliano, e nel 2006 nella collezione uomo di Dolce & Gabbana, nella quale gli stilisti hanno riproposto giacche stile impero ispirate a quelle indossare indossate da Napoleone Bonaparte.

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Mentre Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina nella loro collezione autunno-inverno 2010 presentata ai Mercati di Traiano hanno mostrato un perfetto connubio di moda, arte e musica: sette abiti ispirati alla Roma antica, tutto rigorosamente rosso. In questa occasione i panneggi delle tuniche romane furono reinventate e diventarono moderne tute, le stoffe si allungarono negli orli per diventare mantelli e stole, lasciando le spalle scoperte o le schiene nude.

La nostra versione dello stile impero con questo grazioso vestito in cotone, con scollo a V, sia davanti che dietro, realizzato da Marta

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